Il Chupacabra
Il predatore che ha lasciato senza sangue il bestiame di mezzo continente

| Altri nomi | Il Vampiro di Moca, Goat-Sucker |
|---|---|
| Regione | Porto Rico, Messico, sud degli Stati Uniti e Sudamerica |
| Primo avvistamento | 1995, Canóvanas (Porto Rico) |
| Tipo di creatura | Predatore ematofago |
| Pericolosità | ☾☾☾☾☾ |
Una piaga cominciata a Porto Rico
Nel marzo del 1995 i contadini di Canóvanas cominciarono a trovare capre, galline e conigli morti con due incisioni nette sul collo e, a quanto giuravano, senza una goccia di sangue in corpo. La stampa battezzò il colpevole «Chupacabras», e il nome fece fortuna: nel giro di pochi mesi si denunciavano attacchi identici in Messico, Texas, Cile e Argentina.
La testimone più celebre, Madelyne Tolentino, lo descrisse quello stesso anno come una creatura alta un metro e mezzo, eretta, dagli occhi enormi e con una cresta di aculei dal cranio fino alla coda. Quella sagoma — metà rettile, metà incubo — è quella rimasta impressa nell'immaginario popolare.

Avvistamenti e vittime
Dagli anni Duemila la maggior parte dei «chupacabra» catturati o fotografati in Texas e nel nord del Messico si è rivelata essere canidi senza pelo: coyote e cani devastati dalla rogna. Ma gli allevatori replicano che nessun coyote prosciuga il sangue di trenta galline in una notte senza portarsene via nemmeno una, e i fascicoli sugli animali dissanguati continuano ad aprirsi ogni anno.

Cosa può essere?
Gli scettici parlano di predatori comuni, di panico collettivo e del fatto che dopo la morte un corpo impiega poco a «sembrare» svuotato di sangue. I credenti indicano la precisione chirurgica delle ferite e quanto lo stesso schema si ripeta a migliaia di chilometri di distanza. Tra gli uni e gli altri, il Chupacabra resta il criptide più famoso dell'America Latina: nessuno lo ha mai catturato, ma pochi osano giurare che non esista.